Primo progetto sperimentale di Biodanza®
per anziani autosufficienti presso il
Quartiere San Vitale del Comune di Bologna

 

 

Progetto realizzato dall`insegnante di Biodanza®

 

Leandra Alda Tartarini

 

 

             E` aumentata a Bologna l`attenzione dei quartieri nei confronti di chi non è più giovanissimo. In particolare il Quartiere San Vitale, in previsione dell`apertura di un nuovo centro diurno destinato tanto a chi è autosufficiente quanto a chi non lo è, ha elaborato e realizzato, fra ottobre 2002 e maggio 2003, un progetto "Il corpo che parla" che si articolava in tre moduli: Biodanza, Canto corale ed Espressività corporea. 

         E` interessante far notare che il modulo di Biodanza è stato il più frequentato dei tre. Anche perché Biodanza lavora rafforzando la parte sana di ciascun individuo evitando più che mai le squalifiche che spesso, qualche volta anche involontariamente, vengono fatte all`anziano.

   La proposta di Biodanza per anziani voleva creare momenti di distensione, rivitalizzazione, creatività e socializzazione, che aiutassero le persone ad alleviare tensioni sia fisiche che psichiche  (sentimenti di vuoto, inutilità ed isolamento).

          La Biodanza, "danza della vita" è un sistema di integrazione umana che attraverso la musica, il libero movimento e la comunicazione di gruppo delle proprie emozioni, stimola i potenziali genetici di vitalità, sessualità, creatività, affettività e trascendenza (vedasi articolo "Uso terapeutico della Biodanza" IPAB oggi - servizi sociali alla persona - 5.2002).

       L`inibizione di una o più di queste funzioni è all`origine di disturbi fisici ed emozionali in ogni essere umano, a prescindere dall`età anagrafica.

Il processo di invecchiamento può intensificare queste problematiche spesso amplificate da una dimensione esistenziale di solitudine ed isolamento che può produrre sentimenti di vuoto, inutilità e stati ansioso-depressivi.

Può iniziare a partire da un organo o da un sistema e da lì si propaga in tutto l`organismo.  Per alcuni comincia  dalle arterie, per altri dal sistema nervoso o dal sistema respiratorio. Il processo di invecchiamento nel suo insieme, in tutti i casi, è regolato dall`ipotalamo. L`ipotalamo è forse la struttura più importante del sistema limbico. Esso è il cervello del cervello. E` indubbiamente la parte più complicata e più sorprendente dell`encefalo. Esso regola la fame, la sete, il sonno, il risveglio, la temperatura corporea, gli equilibri chimici, il ritmo cardiaco, gli ormoni, la sessualità, le emozioni. L`invecchiamento è pertanto strettamente legato alle risposte emozionali.

La forte tendenza dell`anziano alla sedentarietà, che porta ad atrofizzare il sistema motorio, colpisce il sistema circolatorio e respiratorio. L`alcolismo, distruggendo la funzione epatica con la cirrosi, altera tutto il processo metabolico con ripercussioni sul sistema nervoso.

L`invecchiamento è, possiamo dire, una espressione dello stile di vita, delle attitudini manifestate nei confronti degli altri e del mondo, è l`espressione finale delle nostre risposte affettive. La diminuzione dei livelli di energia nelle persone anziane può avere origini differenti: metabolico, circolatorio, respiratorio;

Le crisi di stanchezza si producono, generalmente, per effetto della mancata integrazione dei due sistemi neurologici coordinati dall`ipotalamo:

-         il sistema di eccitazione ergotropo, sede dell`attività verso l`esterno, delle risposte di lotta e fuga. Il sistema ergotropo è governato dall`adrenalina e dalla noradrenalina;

 - il sistema di eccitazione trofotropo, che orienta l`organismo verso le funzioni di tranquillità e di riparazione. Questo sistema è legato al piacere, al riposo, alla digestione e al sonno. Il sistema trofotropo è governato dalla serotonina e dall`acetilcolina.

Poiché la nostra società stimola le funzioni ergotrope a scapito delle funzioni trofotrope è più che mai necessario nelle persone anziane ristabilire l`equilibrio perduto in uno di questi due sistemi o in entrambi. La depressione senile può avere origine da cause circolatorie, neurovegetative e principalmente affettive infatti gli anziani non autosufficienti che, per motivi pratici, vengono allontanati dagli affetti e dai luoghi familiari, anche contro la loro volontà, vivono i loro giorni sperando solo nella morte.

Il cervello dell`uomo è, possiamo dire, nell`intero corso della vita, in continua evoluzione, cresce e si modica attraverso l`educazione, l`esperienza, l`apprendimento, i condizionamenti e si orienta verso la più proficua ottimizzazione delle sue prestazioni. E` per questo che è fondamentale apprendere ad invecchiare. Il compito delle Istituzioni è quindi quello di garantire progetti di educazione all`invecchiamento e alla vecchiaia così come garantisce i servizi per l`infanzia e l`educazione scolastica di accesso al mondo del lavoro. Un`educazione, però in questo caso, impostata sul pieno sviluppo del potenziale genetico e che si attua solo attraverso stimolazioni rieducative che integrano l`istintualità, l`affettività e il cognitivo-mentale.

In generale, e per quanto ovvio ciò possa ormai sembrare, nella terza età la cosa più importante è mantenere vivo un interesse o un hobby che tenga occupati, stimoli la mente, mantenga in esercizio la memoria. Diversi studi sulla terza età hanno dimostrato che ciò migliora le prestazioni mnemoniche dell`anziano perché fa sì che il cosiddetto "magazzino della memoria breve" (il luogo in cui le memorie sono depositate per breve tempo prima di essere convertite in memorie durature), non si restringa. E` quindi fondamentale tenere viva la mente e continuare ad aggiornare i propri schemi mentali facendo, per quanto possibile, nuove esperienze. Se il cervello viene nutrito nel modo migliore, si evitano gli eccessi legati all`alcool o al fumo, viene protetto dai danni vascolari o dai processi ossidativi perchè il cervello si nutre prevalentemente di stimoli e si mantiene in forma sulla base delle esperienze quotidiane.

   Concludendo la proposta di Biodanza per anziani vuole creare momenti di distensione, rivitalizzazione, creatività e socializzazione, che aiutino le persone ad alleviare tensioni sia fisiche che psichiche e a scoprire quelle particolari potenzialità specifiche dell`anziano e che Rolando Toro, creatore del sistema Biodanza, ha voluto evidenziare nella conferenza tenutasi a Napoli in occasione dell`inaugurazione della Scuola di Formazione per Insegnanti di Biodanza (Rehabilitacion del anciano - actas cientificas a cura dell`Associazione Europea di Biodanza)

 

Selezione del gruppo

 

   Il progetto era rivolto ad anziani autosufficienti con età compresa tra i 60 e gli 80 anni circa che presentassero sia disturbi fisici di mobilità articolare, di irrigidimento muscolare, di alterazione della coordinazione motoria e dell`equilibrio e sia disturbi psichici come ansia, squilibri neuro-vegetativi, difficoltà di relazioni che col tempo possono portare l`anziano ad un progressivo isolamento.

   Il progetto si rivolgeva anche ad anziani con lievi deficit cognitivi e di attenzione seguendo l`iter iniziato precedentemente dal quartiere con il progetto "Allenare la memoria".

 

Finalità del progetto

 

   La finalità del progetto era quello di prevenire l`aggravarsi dei disturbi sopramenzionati e di migliorare la qualità della vita dell`anziano.

 

Struttura degli incontri e risposta degli utenti

 

La proposta di Biodanza si è articolata con 8 incontri a cadenza settimanale della durata di un`ora e mezza ciascuno

         Il corso si è svolto da ottobre a dicembre 2002.

                 Il numero dei partecipanti inizialmente previsto da un minimo di 15 ad un massimo di 20 persone ha raggiunto le 58 adesioni. Al primo incontro si sono presentate 37 persone (quasi il 65% dei nominativi contattati).

Si è resa pertanto indispensabile la suddivisione del gruppo in due turni. I partecipanti hanno poi portato familiari, parenti ed amici e si sono aggiunte altre persone interessate al progetto che si sono ben integrate nei rispettivi gruppi. Non ha avuto difficoltà a partecipare agli incontri anche un malato di Alzheimer. Il primo gruppo è arrivato a contare 28 iscritti ed il secondo 26.

Delle 54 persone che in totale hanno presenziato almeno una volta all`iniziativa 43 hanno partecipato a più di 4 incontri, una sola persona si è ritirata e 9 persone non sono mai mancate agli 8 appuntamenti settimanali.

 

 

TURNI

                   Numero partecipanti

 

 

 

 

PRIMO

37

22

17

20

17

20

17

n.q.

SECONDO

 

16

16

18

11

15

11

(*)

 

 

(*) All`ultimo incontro, per permettere una maggiore integrazione dei partecipanti, i due gruppi si sono uniti e dopo avere praticato Biodanza c`è stato un momento conviviale con la festa conclusiva e lo scambio di auguri per le imminenti festività natalizie.

      

Riflessioni generali

 

         L`anziano ha un forte bisogno di socializzare, di sentirsi sempre e più che mai utile, per dare un senso alla sua vita. L`allegria che poco alla volta si diffondeva a macchia d`olio fra le persone, grazie alle musiche ritmate e alle proposte di gioco individuali, a coppie o di gruppo, era il migliore antidoto contro la depressione e gli stati di malinconia e sofferenza psichica. Le condivisioni verbali che venivano fatte all`inizio di ogni sessione erano piene di contenuti rievocativi qualche volta anche dolorosi (episodi accaduti durante la seconda guerra mondiale, malattie, lutti) che venivano però stemperati da interventi successivi di altri partecipanti che avevano consigli pratici o vissuti simili da  portare ad esempio per consolare o cercare di superare i dispiaceri e le preoccupazioni altrui. Le persone più creative allietavano il pomeriggio recitando poesie o rendendo partecipi gli altri dei loro progetti di lavoro artistico o di bricolage o dei tanti impegni che mantenevano nel corso della settimana.

I più disinibili hanno da subito stimolato gli altri a manifestare le loro preoccupazioni, dolori, frustrazioni, malinconie che le danze avrebbero, nella fase successiva, provveduto ad alleggerire e a far diminuire per tutti.

Molti partecipanti al progetto si continuano a mantenere in contatto dopo essersi conosciuti o ritrovati in occasione degli incontri settimanali.

         Il previsto monitoraggio da parte dello staff medico purtroppo non è stato realizzato. Il progetto prevedeva, infatti, la presenza nei gruppi di almeno uno dei due medici designati per verificare la bontà della sperimentazione.  

 

Bibliografia:

 

- Saper invecchiare di Alberto Oliverio Editori Riuniti

- Trame perdute James Hillman Raffaello Cortina Editore

- I potenziali di manifestazione tardiva "Rehabilitacion del anciano mediante el Sistema Biodanza" di Rolando Toro a cura dell`Associazione Europea di Biodanza

- "Non perdiamo la testa - Demenza in età senile" a cura dell`Azienda U.S.L. Città di Bologna

- Atti del Convegno Nazionale "Pedagogia ed età senile" tenutosi a Bologna il 5-6 Settembre 2002

 

 Leandra Alda Tartarini

 

 

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